ANIMAZIONE

I soggetti e i destinatari dell’animazione missionaria sono la Diocesi e le parrocchie perché tutti, dal Vescovo al “più piccolo” dei fedeli cristiani, devono essere raggiunti da questo messaggio: spetta a noi testimoniare e annunciare il Vangelo “a ogni creatura” (cfr. Mc 16,15).

I contenuti dell'animazione missionaria

Possiamo riassumere i contenuti dell’animazione missionaria in alcune idee-base che occorre sempre mantenere, coltivare e sviluppare.

Far passare il messaggio che alla sorgente della missione cristiana c’è la partecipazione “mistica” all’amore con cui il Padre ha tanto amato il mondo da consegnare alla morte il suo Figlio unigenito (cfr. Gv 3,16-17).
Convincerci e convincere che siamo tutti chiamati alla missione, come persone e come comunità cristiane, e che la vocazione missionaria, presente nella vita di ognuno, ha una sua speciale realizzazione nella consacrazione missionaria ad gentes e ad vitam.
Far assumere alla missione e nella missione lo stile di Gesù, dall’Incarnazione al Mistero Pasquale, dal silenzio di Nazaret alle notti passate in preghiera, all’instancabile andare fra la gente – specialmente tra i poveri – per l’annuncio del Regno.
La missione richiede la capacità di relazioni umane profonde e un cammino verso la comunione di vita, che possa aprire la strada alla comunione di fede.
Per la missione occorre educarsi al riconoscimento dell’“altro” come immagine del “totalmente Altro”.Si tratta dell’educazione al dialogo e alla scoperta dei“semi del Verbo” che lo Spirito Santo ha seminato in tutte le realtà della storia (culture, religioni, vita dei popoli).
Riscoprire la Chiesa locale come soggetto della missione universale e come “comunità inviante”.
Educarsi a un rapporto di “dare e ricevere” tra Chiese di antica data e giovani Chiese. Lo scambio tra le Chiese (di esperienze pastorali e spirituali oltre che di beni e di personale) arricchisce la missione in ogni parte del mondo.

L'animazione missionaria a livello parrocchiale

Il primo ambito di animazione missionaria è la parrocchia. Il parroco, come presbitero, condivide la sollecitudine del Vescovo per tutte le Chiese e per la predicazione del Vangelo a tutte le genti. Egli è il primo animatore missionario e farà in modo che agli orizzonti della missione siano aperti i vari settori della pastorale: dalla liturgia, alla catechesi, alla pratica della carità.

Obiettivo fondamentale dell’animazione missionaria è quello di costituire in ogni parrocchia, all’interno delConsiglio Pastorale Parrocchiale una Commissione missionaria (o per l’evangelizzazione) che verifichi e stimoli l’impegno missionario della comunità parrocchiale sul territorio (tra i non credenti, i membri di altre religioni e i battezzati che hanno abbandonato la pratica religiosa)

L'animazione zonale e foraniale

Il CMD, per la sua competenza nell’ambito della cooperazione, è chiamato espressamente a conoscere, accompagnare e valorizzare questa nuova potenziale ricchezza ecclesiale, facendo sì che tali presenze siano percepite e vissute come effettivo “scambio fra Chiese”.

A questo scopo, su mandato del Vescovo, può avviare percorsi che potremmo chiamare di “educazione reciproca” fra i presbiteri non italiani, il clero locale e la comunità che li accoglie, prevedendo tempi adatti di progressivo

inserimento dei presbiteri e degli altri operatori pastorali non italiani nella Chiesa locale per una loro effettiva “inculturazione”.

Questo anche quando si tratta di personale dedito principalmente alla cura pastorale dei migranti presenti in Diocesi e provenienti dalle stesse zone geografiche e culturali degli operatori.

È opportuno che il CMD accompagni con il consiglio e l’esperienza le comunità cui questi operatori sono destinati e lo stesso presbiterio diocesano, così che vedano le opportunità offerte da tali nuove presenze e le vivano con la necessaria serenità, sapendo discernere con saggezza il contributo che da esse può venire per la revisione del modello pastorale consuetudinario.